venerdì 23 settembre 2011

La stupida "lista outing"

Sei un politico gay e sei contro la legge che riconosce l'omofobia in quanto reato???
Bene, il tuo nome sarà pubblicato sul blog "lista outing"!!
L'idea è di Aurelio Mancuso, il presidente di "Equality Italia", un'associazione che si definisce come "la rete trasversale per i diritti civili".
E il diritto alla privacy? Un politico non può essere gay senza volerlo sbandierare in pubblico? Non può evitare di darsi in pasto all'opinione pubblica? E un gay non può esprimersi contro alcuni diritti che riguardano la sua "categoria"?
D'altronde un parlamentare dovrebbe anche rappresentare chi lo vota e ha il sacrosanto diritto/dovere di votare come pensa che la propria fetta di elettorato vorrebbe che votasse!
E poi...perchè considerare i gay sempre e comunque una categoria a parte da difendere?
A volte ho la sensazione che siano una razza a parte, magari in via d'estinzione e, per tale motivo, vanno difesi a tutti costi.
No, non è un discorso omofobo...penso semplicemente che si dovrebbe lavorare per cambiare la mentalità di un popolo che non sa accettare l'omosessualità come fatto naturale e individuale e che, per questo, a poco serve la legge contro l'omofobia. Penso che si dovrebbe avallare meno il pensiero bigotto della Chiesa e dire più apertamente che, gay o eterosessuali, non cambia nulla. Va difeso il diritto di ogni persona di vivere liberamente la propria natura senza per forza mettere quella persona dentro una categoria o dentro un'associazione!
Non serve rendere gli omosessuali una "categoria protetta"!!!
Stesso discorso vale per la donna! Non servono le quote rosa!
Servono solo degli esseri umani che imparino a rapportarsi con l'altro conoscendolo, senza necessariamente inserirlo in una categoria ben precisa.
E adesso? Chi pubblica il mio nome su un sito perchè mi sono espressa, da donna, contro le quote rosa??

venerdì 26 agosto 2011

Viaggiare....

Amsterdam
Viaggiare. Avere tempo per farlo. Avere voglia di farlo.
Sì, anche la voglia. Non sempre si vuol affrontare un viaggio e tutto ciò che ne deriva: scegliere la giusta destinazione e la giusta compagnia, prenotare, preparare la valigia, stressarsi il doppio prima della partenza per recuperare (in anticipo) il tempo trascorso in vacanza e non al lavoro e recuperare il tempo in maniera "post" con lo stesso identico stress.
Trovare il giusto compromesso tra il budget economico che si ha a disposizione e la meta.
Tuttavia un viaggio lascia sempre qualcosa di importante. Durante un viaggio si conosce un mondo diverso (qualunque sia la meta!) con una cultura diversa. Si paragona ciò che si ha nella propria terra con ciò che si sta visitando. Si assaporano gusti diversi e si percepiscono odori diversi. Si impara ad apprezzare la diversità.
Durante un viaggio si marcia dentro se stessi, si cercano gli aspetti positivi e quelli negativi di ciò che si sta vedendo.
Una volta, adolescente, dissi che mi sarebbe piaciuto viaggiare tutta la vita, senza fermarmi mai. Una persona mi rispose che il gusto del viaggio è anche tornare. Tornare per poter raccontare e per poter condividere sensazioni ed emozioni con chi ci conosce e, aggiungo io dopo anni, per poter apprezzare ciò che si ha e per poter creare ciò che non si ha.
Viaggiare per godere delle bellezze del mondo e per fare in modo che esse facciano parte del nostro bagaglio di vita, nel bene e nel male.

Buon Viaggio a me che parto tra qualche giorno con una compagnia collaudata e per una meta nuova e affascinante. Buon Viaggio a me che ho bisogno di allontanarmi dalla mia vita, per poterla apprezzare al ritorno. O per poterla cambiare.

lunedì 11 luglio 2011

Io e i blog

Mi sono appena resa conto che non scrivo da giorni. Non l'ho fatto per vari motivi e non certo perchè non ho avuto nulla da esprimere...anzi forse sono stati talmente tanti i pensieri che, nell'indecisione, ho deciso di tenerli tutti per me.
Ho pensato al mio percorso di scrittura sul web che molti di voi non conoscono.
Il mio primo blog era sulla piattaforma "spaces.live" che adesso hanno trasferito su "wordpress".
Lo trovate qui.
Il titolo "Voglio buttarmi per cadere verso l'alto" la dice lunga sul periodo che stavo attraversando. Il primo post è datato settembre 2006, inizio del secondo anno di università. Avevo da poco letto "Un posto nel mondo" di Fabio Volo. Autore che, a dire la verità, oggi considero a tratti demenziale, a tratti ripetitivo. In quel momento aveva un senso. Se non ricordo male, era la storia di un tizio che cercava il suo posto nel mondo e che, per raggiungere questo obiettivo, si trasferiva a Capo Verde. Poi forse tornava, non ricordo.
Quella stessa estate vidi "La Nave dei Folli": un gruppo di naviganti più o meno giovani, provenienti da Paesi diversi. Mi colpì il fatto che ognuno parlava la propria lingua e che rispondeva agli altri nella propria lingua. Ad esempio l'italiano parlava l'italiano e il francese gli rispondeva in francese. Erano nomadi. Stavano su quella nave coloratissima circa otto mesi l'anno. Erano degli artisti e si fermavano nei porti per fare gli spettacoli. Il pagamento degli spettatori si calcolava in base al peso. Al porto di Castellammare c'era una tenda che separava la zona dello spettacolo da tutto il resto e prima di questa tenda c'era una bilancia con un tizio che parlava spagnolo e che faceva pesare gli spettatori stabilendo quanto dovevano pagare.
Non c'era un motivo apparente per l'utilizzo di questo metodo, ma era decisamente curioso e affascinante!
Dunque stavo parlando del mio periodo. Ebbene da lì a poco (a febbraio) avrei deciso di interrompere la mia esperienza universitaria che era durata un anno e mezzo. Ho deciso in pochi giorni. Mi sono liberata dell'università come ci si libera di una carie. Era diventata fastidiosa. Dovevo trovare il mio posto nel mondo e avrei avuto voglia di imbarcarmi sulla Nave dei Folli.
Non fu così. Dopo quindici giorni dalla fatidica decisione ero già dipendente di uno studio di consulenza...ma il sèguito è una storia lunga.
Torniamo al blog...lo scrivevo, lo aggiornavo. Ogni tanto lo mettevo in pausa, ma poi lo riprendevo. Vi scrivevo di tutto e mi piace ricordare che scrissi una notizia (su degli arresti ad Alcamo) dopo circa 30 secondi dalla pubblicazione sul sito dell'Ansa. Facendo una ricerca su Google, inserendo le parole "arresti alcamo", spuntavano l'Ansa e il mio blog. Un piccolo grande orgoglio!
L'ultimo post è datato 5 novembre 2008: le grandi elezioni americane, quelle in cui fu eletto Presidente Barack Obama.
Qualche giorno dopo comunicavo ai miei seguaci che il mio blog si sarebbe trasferito sulla piattaforma "blogspot", esattamente qui.
Era un blog diverso e non ebbe fortuna, nè lo trattai come il primo.
Nel frattempo, nel luglio del 2008, avevo avviato la collaborazione con Alcamo.it e fu probabilmente per questo motivo che non proseguii con il mio blog personale.
Alcamo.it fu una bella esperienza e mi fece scoprire il senso delle amicizie nate on line e della natura effimera che possono avere, ma anche di come possano durare e possano diventare importanti.
Nel frattempo nasceva "pecorenere.info": un gruppo di separatisti di Alcamo.it che, ormai, si trasformava sempre più in un gazzettino poco aggiornato.
PecoreNere non era molto seguito da chi non faceva parte del gruppo, ma per noi era un vero e proprio centro di aggregazione. L'esperienza terminò in breve tempo e in modo quasi naturale.
Nel frattempo si diffondeva sempre più Facebook e questo contribuì al declino di Alcamo.it. Su Facebook era tutto diverso. Era più semplice stare in contatto ed era inevitabile che il mondo dei blog ne risentisse.
Io, nel frattempo, creavo vari blog con vari collaboratori, ma ebbero tutti una brevissima durata e neppure ne conservo gli indirizzi.
Come quasi tutti, aumentai la mia presenza sul Social Network più famoso del momento a cui, a dire la verità, mi ero iscritta in tempi non sospetti. Lì ogni tanto scrivevo, ma mi risultava difficile mantenere una certa frequenza.
Poi ci fu il periodo di assenza! Troppe cose per la mente, non potevo condividerle con il mondo intero e forse, certi pensieri, non avevo voglia di condividerli neppure con me stessa...
Adesso gestisco questo blog senza obbligarmi a scriverci. Lo faccio quando mi va e senza prefissare gli argomenti.
Uso Facebook di tanto in tanto. Mantengo i contatti, ma ci scrivo raramente. Al momento va bene così.

martedì 21 giugno 2011

L'Amicizia

In un pomeriggio caldo e soleggiato, dopo giorni difficili, alla soglia del quarto di secolo, mi ritrovo a riflettere su un argomento che potrebbe sembrare banale, a volte anche abusato: l'Amicizia!
Esiste l'Amicizia?
Certamente sì, ma non sempre è facile mantenerla. Anzi, nella maggior parte dei casi, ritengo sia molto difficile portare avanti un rapporto seriamente. Per vari motivi: uno ad esempio potrebbe essere la distanza. Quando tra due persone ci sono parecchi chilometri, non è semplice che un rapporto continui perchè non basta volersi bene.
Potrei paragonare l'Amicizia ad una pianta: non basta essere contenti di averne una per far sì che questa possa crescere. Bisogna prendersene cura continuamente, tagliare eventuali foglie secche, innaffiarla, fornire al terreno le giuste sostanze. E, soprattutto, ricordarsi che ogni pianta è diversa dall'altra!
Non c'è un metodo esatto, nè uno sbagliato. Ci sono persone diverse e rapporti diversi, con tempi diversi. Alcuni rapporti possono stare in piedi anche se non ci si sente per tanto tempo, altri hanno bisogno di un'alimentazione continua. Alcuni possono essere alimentati dagli sguardi, altri dalle parole, ma certamente sono importanti i fatti.
Dimostrare: credo sia molto importante dimostrare, anche se non sempre è facile.
Bisogna sapere che l'altra persona tiene al rapporto, che ci si vuol bene, che ci si stima.
E dimostrare anche che non si è sulla giusta via. Chiarire i punti oscuri. Chiarire quando il rapporto non piace più o non corrisponde ai propri canoni.
Parlare dell'Amicizia e del rapporto senza timore, dirsi che è un bel rapporto, dirsi che non lo è.
Avere dei segreti....è importante! Ci fa sentire liberi all'interno del rapporto!
Sopportate...i momenti "no" dell'altra persona, i cattivi umori, la rabbia, ma soprattutto, l'estrema gioia dell'Amico in momenti in cui non si è felici.
Questa è una delle cose più difficili: riuscire ad essere veramente felici per la gioia altrui.
È certamente più semplice consolare, provare empatia per i momenti tristi dell'altra persona.
E invece provate a gioire della sua felicità, provate ad essere davvero contenti per l'Amico quando nella vostra vita va tutto male. Solo allora vi renderete conto che voler bene ad una persona comporta anche grossi sacrifici a livello emotivo. E che per quel voler bene si è disposti a mettere da parte sè stessi, a donare un sorriso sincero quando, invece, si avrebbe bisogno di averlo donato.
Non porsi dei limiti a priori e, nello stesso tempo, conoscere i propri limiti e quelli dell'Amico.
Un aspetto che mi piace molto in un'Amicizia è la telepatia: il pensare esattamente la stessa cosa nello stesso istante, il pronunciar le stesse parole contemporaneamente.
Non accade in tutti i rapporti, nè in tutti i periodi, ma quando accade è una di quelle piccole cose che compongono la felicità.
È importante anche non considerare nulla dovuto o ovvio. Bisogna apprezzare ogni singolo gesto, ogni singola parola.
In certe occasioni arrabbiarsi è fondamentale. Permette di prendere coscienza dell'accaduto e di andare avanti.
Mai dimenticare che ogni rapporto può finire e che la fine può essere determinata da fattori esterni ma anche da nostri comportamenti che, pian piano, lo logorano.
A mio parere, se un rapporto finisce, non significa che non era Amicizia...significa solo che non lo è più, che per diversi motivi, non lo si è curato abbastanza o, più semplicemente, bisogna prendere coscienza del fatto che le persone possono cambiare e non è certo che una persona diversa debba ancora coincidere con il nostro modo di vivere o di pensare. Allo stesso tempo, bisogna prendere atto del proprio possibile cambiamento e farsene una ragione. Capita, è normale.
Anche se è difficile, bisognerebbe cercare di non avere particolari aspettative o, comunque, di non averne troppe. Penso che l'importante sia che ognuno dia il massimo a prescindere dalla quantità e dalla qualità effettiva di quanto si riesce a dare.
Col tempo ho capito quando, per me, un rapporto diventa importante. Me ne rendo conto quando il silenzio non è imbarazzante. Quando riesco a pensare tra me e me senza provare imbarazzo per la persona che mi è accanto e con cui non sto parlando, quando sento che quella stessa persona non prova imbarazzo nei miei e nei suoi silenzi.
E mi piace ridere con i miei Amici, ridere fino alle lacrime, fino a non respirare più.

Dedico questo post ai miei Amici, a quelli con cui sono cresciuta e che ci sono ancora, a quelli che ho perso per le strade della vita, a quelli che ho incontrato da poco, a quelli con età diversa dalla mia, a quelli conosciuti in contesti limitati e che vorrei frequentare di più al di fuori di quei contesti. Lo dedico a quelli che sanno abbracciarmi e a quelli che, anche se non lo fanno, sanno certamente dimostrarmi che mi vogliono bene. Lo dedico agli sguardi scambiati nel corso degli anni e ai sorrisi, a quelli passati e, soprattutto, a quelli futuri.

lunedì 13 giugno 2011

Il sapore della Democrazia

Evviva! Possiamo festeggiare il quorum!!!
Lo dico da persona che non ha votato SI come la maggioranza degli italiani (tranne che per un quesito!).
Nonostante ciò, sono felice per la nostra Democrazia perchè, con questo voto, il popolo ha saputo gridare che è unito, che può ancora rialzarsi e liberarsi.
Avrei potuto astenermi, ma non l'ho fatto perchè ho voluto contribuire, nel mio piccolo, a dare potere al popolo e se la maggior parte (un plebiscito a dire la verità!) ha ritenuto opportuno votare SI, sia fatta la sua volontà!
Oggi festeggio anch'io! Festeggio una Nazione unita, festeggio quei 29 milioni di Italiani che hanno scelto la via della Democrazia!
Viva l'Italia, viva il popolo italiano!

venerdì 10 giugno 2011

Referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011

Come tutti ormai sapete, il 12 e 13 giugno si terrà un referendum abrogativo composto da quattro quesiti suddivisi in quattro diverse schede e questo significa che non tutte le schede devono essere obbligatoriamente ritirate e quindi alcuni quesiti potranno raggiungere il quorum ed altri no.

Premetto che io ritengo il voto (in ogni caso) un diritto/dovere fondamentale per l'affermazione della democrazia e penso che il referendum sia la forma migliore (tra quelle previste nel nostro sistema) che il popolo italiano abbia per esprimersi.

Ciò di cui voglio parlare in questo post è, però, la differenza tra il primo quesito (scheda rossa) e il secondo (scheda gialla).
La maggior parte delle prese di posizione accorpa, infatti, il primo e il secondo quesito sotto la definizione di "acqua pubblica" e la maggior parte degli italiani sembra sia orientata per il fatidico SI ovvero per l'abrogazione di quegli articoli che prevedono che l'acqua possa essere gestita da privati.
Ebbene, questa è una mezza verità.
Il primo quesito, infatti, non riguarda soltanto l'acqua ma, più in generale, una serie di servizi che gli Enti Locali possono affidare ai privati tramite gara pubblica.
Non è mia intenzione dare indicazioni di voto, ma voglio soltanto dissentire dalla cattiva pubblicità che viene fatta di questo quesito!

Mentre il secondo quesito (scheda gialla) riguarda l'abrogazione di quell'articolo che attualmente prevede la remunerazione del capitale investito, da parte dell'ente privato, nella gestione dell'acqua.



Di seguito trovate i link ai fac-simile delle quattro schede referendarie.

Primo quesito (Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione):

Secondo quesito (Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito):

Terzo quesito (Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare):

Quarto quesito (abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale):

lunedì 6 giugno 2011

Fa un buon viaggio...

E così in un lunedì di giugno cupo e un po' piovoso, quando tutti siamo a lavoro, ad un orario consono, senza disturbare, c'è chi decide che è arrivato il momento di partire.
Valigia pronta già da giorni, bastava solo prenderla e andar via...ma forse mancavano le forze anche per fare quest'ultimo atto di coraggio.
Adesso invece sembra che tutto stia andando come la vita ci ha insegnato.
E basta un attimo, un soffio...e chissà se ci si vede più in là, chissà dove, chissà quando...
La forza di un uomo che nel dolore e nella sofferenza di sempre continua a lottare è un'immagine indelebile.
E a me rimane il ricordo di una stretta di mano, il ricordo di certi gesti sempre uguali e apparentemente insensati, ma che nascondevano chissà quale passato.
A me resta il ricordo di una notte con il rumore del suo respiro e quella poca forza rimasta e utilizzata per sbattere la porta come in un ultimo impeto di rabbia e quella voce che chiama "mamma".
Ciao Leonardo, fa un buon viaggio e riposa se puoi.