giovedì 29 dicembre 2011

Chocabeck

"...far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo..."
Chi non ricorda questa famosa frase della canzone "Per tutte le volte che..." scritta da un certo Pierdavide Carone e cantata da tal Valerio Scanu??
Oltre il fatto di aver vinto Sanremo 2010, questo brano è divenuto famoso per la frase sopra riportata. Su Facebook non si faceva altro che pubblicare link ironici sul fare l'amore in tutti i laghi.
Giusto, giustissimo.


"Noi faremo l'amore, tre nel cielo e due nel sole. Noi faremo l'amore dentro il mare e dentro il pane. Nella bocca e negli occhi, far l'amore nelle mani. E nei baci e nei cuori fiori a far così..."
Ecco...che frase è?? Chi l'ha scritta??? Altro che Pierdavide Carone e Valerio Scanu!!!!
Qua siamo di fronte a Zucchero Fornaciari.
Ah ok, allora va bene. Allora è poesia.




Premetto che questa canzone mi piace molto e per me, che non amo Zucchero, è una delle sue canzoni più belle. Ultimamente l'ascolto parecchio e continua a piacermi.
Ma perchè una frase del genere scritta da lui va bene e scritta da altri no??

In ogni caso, deliziatevi ascoltandola...qui.

venerdì 2 dicembre 2011

Occupy Massimo

(fonte foto: gruppo Facebook "Occupy Massimo")

Frequentando Palermo, capita di imbattersi in manifestazioni che bloccano la città. Chi ci abita magari si è già abituato o forse non si abituerà mai.
Da due settimane si svolge Occupy Massimo: un gruppo di ragazzi hanno montato le tende davanti il Teatro Massimo e abitano lì. Il loro slogan è "uccidiamo il capitalismo prima che il capitalismo uccida noi".
A parte il fatto che deturpano la vista del meraviglioso teatro, mi chiedo cosa sperano di ottenere.
"Uccidiamo il capitalismo..."...già, in effetti questa manifestazione (ma la mia obiezione sarebbe uguale per una manifestazione più vasta!) sarà utile ad uccidere il capitalismo e saremo tutti salvi.
In fondo credo che potrebbero evitare di starsene lì giorno e notte perchè, con due lavori e l'università, non riesco a pensare che esiste la possibilità di combattere per degli ideali del tutto astratti. Forse è perchè, ogni giorno, sto almeno tre ore sull'autobus per frequentare due o quattro ore di lezioni e tornare in tempo per lavorare. Forse è perchè occupo il poco tempo libero dandomi da fare per studiare. E cerco di studiare in autobus quando non mi addormento per la troppa stanchezza; forse è perchè magari alcune mattine la mia sveglia squilla alle 5.15 e alle 14 devo già essere di ritorno per proseguire ciò che ho lasciato in sospeso il giorno precedente. Forse è perchè da tempo ho smesso di essere un'idealista o magari non lo sono mai stata realmente.
Tra tutti questi "forse", mi chiedo se davvero questi ragazzi non abbiano nulla di meglio da fare...lavorare, studiare, frequentare le lezioni...tornano mai a casa? Fanno i turni per stare lì? Dove fanno la doccia?
Mi sa che il problema sono io...ma comunque il Massimo lo preferisco libero, nel pieno del suo splendore. Occupato sì, ma dai turisti.

martedì 15 novembre 2011

Guida pratica alla mare-terapia


GUIDA PRATICA ALLA MARE-TERAPIA

OBIETTIVO: inquadrare un problema e le possibili soluzioni.

CHI: tutti coloro che amano il mare.

QUANDO: in un momento in cui la confusione mentale regna sovrana e crea un blocco nel pensare e nel fare. Sarebbe importante non programmare la mare-terapia, ma decidere di farla e attuarla, ovviamente nei limiti di disponibilità di tempo di ognuno.

CON CHI: possibilmente da soli. Se in compagnia, solo con una persona con la quale si ha una forte sinergia e comunque non implicata nel momento di vita che si sta vivendo. In ogni caso, non bisognerebbe avere nessun colloquio durante l'esercizio della mare-terapia. Quindi, se si è in due, ognuno dovrebbe farla in piena autonomia.

DOVE: in un posto che sia sempre uguale, familiare e, soprattutto, non frequentato.

PERIODO IDEALE: tutti i periodi in cui le spiagge siano deserte quindi, sostanzialmente, durante tutte le stagioni tranne l'estate.

DURATA: se non vi sono vincoli di tempo, togliere l'orologio dal polso. Non prefissarsi nè un tempo minimo nè un tempo massimo. Evitare, quindi, di svolgere mare-terapia se si hanno impegni impellenti. La durata può variare di volta in volta e da persona in persona. Essa cambia anche in base al problema e alla frequenza con cui si pratica.

MODALITÀ: spegnere il cellulare e, possibilmente, non portarlo con sè in modo da evitare tentazioni nell'accenderlo o nel fare foto al bel paesaggio che si ha dinanzi. Incamminarsi sulla spiaggia fino ad avvicinarsi al mare. Si può decidere se passeggiare o se fermarsi in un punto. Ascoltare il rumore delle onde e perdersi in quel rumore liberando la mente dai pensieri. Nella fase iniziale, quindi, l'unico pensiero deve essere il ripetersi del rumore del mare. In seconda istanza, concentrarsi sull'obiettivo personale. Preme precisare che la mare-terapia non risolve i problemi, ma aiuta a configurarli entro una certa ottica e a metabolizzarli ponendone le basi per la risoluzione. Una volta individuato l'obiettivo, focalizzare le possibili azioni che potrebbero aiutare l'individuo a superare la fase di stasi. Quindi lasciarsi andare ai propri pensieri anche divagando. Non sempre concentrarsi sempre e solo sul problema aiuta a risolverlo. Spesso è utile anche far riaffiorare ricordi e sensazioni apparentemente distaccate, ma certamente collegate (anche inconsciamente) all'argomento principale. Tornare sempre sull'obiettivo. Prima della fine della mare-terapia bisogna comunque chiudere il ciclo dei pensieri e trarre una conclusione. Lasciare il problema in sospeso significa star peggio quando si torna alla routine. Significa appiccare il fuoco e andar via. Il pensiero va avviato, analizzato, collegato con qualunque altro pensiero e comunque chiuso. Risulta utile, di tanto in tanto, fermare i propri pensieri ed ascoltare il rumore del mare rendendosi conto, magari, di quanto sia simile a ciò che si ha dentro.

QUANDO TERMINARE: nel momento in cui ci si accorge di essere realmente più sereni e ci si rende conto di aver preso consapevolezza di sè e della questione oggetto della mare-terapia. Se è possibile, risulta utile lasciare il cellulare spento ancora per qualche minuto dopo la fine della mare-terapia.


Questa breve guida pratica sulla mare-terapia non vuol essere un diktat su come eseguire questa pratica, ma è certamente frutto dell'esperienza personale e può aiutare chi vuole avviarsi ad essa. Sono ben accetti consigli e varianti frutto delle esperienze personali altrui.

lunedì 7 novembre 2011

Cade, non cade!

Cade, non cade! Cade, non cade!!!
Cosa succederà al nostro beneamato Governo??
Dimissioni? Sfiducia?
Sembra sia giunta la sua ora, ma è difficile saperlo con certezza: in diverse occasioni Berlusconi, sul baratro, si è risollevato.
Certo, questa volta è più difficile delle altre. Questa volta ha tutti contro. Ormai anche parecchi adepti sono passati dall'altro lato e ne chiedono le dimissioni. Sembra un uomo solo...ma lo è davvero? Forse sì, forse ci siamo!!
Intanto lui continua a dire che "le voci di sue dimissioni sono destituite di fondamento".
Più seguo questa vicenda e più provo tristezza per quest'uomo. Non riesco a provare rabbia, non ci riesco proprio. Indignazione forse sì. Sicuramente mi fa pena. Per me è un anziano che sta pian piano perdendo la ragione. Ha compiuto da poco settantacinque anni. Può anche darsi che abbia i primi sintomi di demenza senile, la stessa demenza senile che colpisce molte persone che raggiungono una certa età. Ha un delirio di onnipotenza tale da portarmi a non colpevolizzarlo e a ritenerlo semplicemente malato. Mi fanno rabbia invece i suoi più stretti collaboratori. Quel giovane Angelino Alfano, quel Ghedini. Loro sì, mi fanno incazzare. Non sanno far altro che compiacere il loro capo. Sperano che scompaia prima possibile dalla scena politica, ma continuano ad adularlo come un dio. Sanno che senza Berlusconi non valgono nulla e allora ci tengono a mantenerlo lì al suo posto.
Ecco, l'Italia politica è in mano ad una combriccola di gente con delirio di onnipotenza, con dei vecchi che detengono il potere, dei semi-giovani che gli leccano il culo e dei giovani che non esistono.
Cosa succederà domani? Fiducia o sfiducia? Elezioni o Governo di larghe intese?
Azzardo una previsione: sfiducia e Governo di larghe intese...e saremo sempre punto e a capo!!
E se si andasse alle elezioni? Chi è pronto a governare? Bersani? Matteo Renzi? Angelino Alfano?
Bè teniamo presente che per un Matteo Renzi che avanza, un Bersani cerca di fermarlo intimando ai giovani di non scalpitare...siamo messi proprio bene!!!
Di certo, qualunque cosa accada, la risoluzione della crisi non è certamente alle porte. Sbaglia chi s'illude che, cambiando Governo, si risolleverà l'Italia.
Il nostro Paese sarà fuori dalla crisi quando sarà il suo tempo. Quando i maggiori poteri del mondo, assieme, si terranno per mano e decideranno di fare qualcosa di concreto per non far crepare i popoli che poco possono fare per risollevare le proprie sorti.
Buona Fortuna Italia, qualunque cosa accada!!

giovedì 13 ottobre 2011

Stay hungry, stay foolish....è davvero possibile?

Stay hungry, stay foolish! Siate affamati, siate folli.
L'abbiamo letta e sentita chissà quante volte nell'ultima settimana...ma che significa?
Ci penso già da qualche giorno e sono alla ricerca di un senso a queste parole.
Siate affamati, siate folli. Ma affamati di cosa? Di successo? Di denaro?
Chi è affamato ricerca. Ricerca cibo in base al proprio desiderio, ai propri bisogni.
E si può avere desiderio di raggiungere una vetta, voglia di realizzarsi, voglia di normalità, o di felicità.
E cosa serve per saziarsi? La follia? L'incoscienza? Il coraggio?
Ma Steve Jobs è vissuto in America e gli anni in cui ripeteva a se stesso questa frase erano i '70-'80, luogo e periodo in cui non serviva troppo coraggio per essere folli.
Ma è ancora attuale questa incitazione?
Noi viviamo in Italia e siamo in un periodo davvero difficile.
Di certo siamo affamati. Siamo in un momento storico di transizione, siamo una società smarrita e certamente poco folle. Forse non possiamo proprio esserlo.
Troppo poveri per osare e troppo ricchi per sfidare del tutto la sorte.
Non siamo pronti alla rivoluzione. Nè culturale, nè economica.
Italiani, coscienti della nostra condizione, immobili e immobilizzati.
Forse ha poco senso continuare a ripeterci che dobbiamo essere affamati e folli.
Avrebbe più senso augurarci di essere sazi e di diventarlo ognuno con le proprie forze.
E di esserlo sempre e comunque con umanità.
Questa è la mia incitazione, il mio augurio: siate sazi e siatelo con umanità.

martedì 4 ottobre 2011

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata


TESTO DIFFUSO A CURA DI VALIGIA BLU



Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 


Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

venerdì 30 settembre 2011

Brunetta e il certificato antimafia


Si continua a polemizzare sulla frase del Ministro Brunetta "basta certificati antimafia", ma io vi invito ad ascoltare le sue parole a questo link
Or bene....Brunetta dice "perchè mai le imprese e le famiglie devono continuare a formire certificati alla Pubblica Amministrazione che li ha già in casa??".
Questa frase è la chiave di tutta la sua dichiarazione.
Ciò che ha detto, a mio avviso, non significa che non debba più esistere il certificato antimafia, ma che in sede di presentazione di documenti presso la P.A., alcuni certificati possono essere richiesti da un ufficio all'altro con maggiore velocità senza necessariamente attendere che sia il cittadino o l'azienda a produrlo.
Questa semplificazione potrebbe essere applicata per diversi certificati e permetterebbe alle aziende e alle persone fisiche anche di risparmiare poichè, per molti documenti, bisogna pagare l'imposta di bollo e comunque, spesso, ci si affida a delle agenzie di disbrigo pratiche che, giustamente, presentano il conto a fine operazione.
Inutile attaccare sempre e comunque un personaggio politico solo perchè di schieramento diverso...