venerdì 20 luglio 2012

- Tutte le cose portano scritto: più in là -

Questa foto, scattata a Polignano a Mare (BA) nell'agosto del 2008, mi è sempre piaciuta.
In realtà nel verso originale (poesia Maestrale) la parola utilizzata da Montale è "immagini" e non "cose", ma io la preferisco in questa versione.
Questa frase mi comunica che tutto ciò che attraversa la nostra vita, tutto ciò che tocchiamo e che viviamo, non è altro che un tassello che farà parte del futuro. E allora tutto assume un senso perchè, comunque, tutto ci avrà trasmesso qualcosa.
In questo periodo ci penso e ci ripenso e mi convinco sempre più che è così. Da qualche giorno è terminato un periodo importante della mia vita, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista professionale e voglio avere la speranza che tutto ciò che è stato, non è stato invano.
Credo di aver imparato parecchie cose negli ultimi tre anni e se ognuna di queste cose mi desse davvero una spinta un po' più in là, non potrei che esserne felice.
Tra le altre cose, ho imparato ad arrendermi e ho capito che arrendersi non è sempre negativo. A volte significa solo essere razionali e anche un po' coraggiosi.
Adesso so tante cose che prima ignoravo e sono cose che ho fatto mie e che non voglio disperdere.
Ho scoperto alcuni aspetti di me che non immaginavo esistessero. Ho collaborato con persone capaci e molto umane, con persone che partendo da zero hanno dimostrato di saper lavorare. Ho collaborato con persone false, incapaci ed incompetenti e anche da loro ho imparato.
Ho conosciuto la burocrazia e l'ho odiata, ma ho anche imparato ad affrontarla.
Ho creato nuove Amicizie che porterò con me.
Ho sorriso, ho pianto, ho abbracciato. Ho stretto mani sofferenti. Ho ricevuto sorrisi inaspettati e ho conosciuto l'intelligenza e la genialità della follia.
Tutto questo e tanto altro porterò sempre con me, nella speranza che possa portarmi sempre più in là...

sabato 19 maggio 2012

La guerra di Piero, ad Alcamo



Ad Alcamo lunedì, finalmente, si conclude questa lunga tornata elettorale.
Lunga, faticosa, avvincente e, a tratti, ricca di meschinità.
Pensando a questa campagna elettorale mi viene in mente una meravigliosa canzone di De Andrè: "La guerra di Piero" di cui, di seguito, riporto alcuni tratti.


e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore


sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue


e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore


e mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia


cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato


e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole.


Ovviamente questa citazione non ha nessuna pretesa se non quella di parafrasare l'attuale situazione comunale in cui c'è un "piero" (che può tranquillamente essere, indifferentemente, uno dei due candidati) e un "nemico" che combattono entrambi la stessa guerra, con le stesse paure, con le stesse tensioni di uomini che devono raggiungere un obiettivo: quello di eliminare (non fisicamente, ovvio!) l'avversario di diverso colore!
E allora caccia all'ultimo voto perchè il ballottaggio è un adrenalinico testa a testa e, dopo, non sono concesse altre rivincite!
Questi due giorni di silenzio ci avviano verso la fase finale, quella dello spoglio e della verità.
Io sono abituata a schierarmi e l'ho fatto anche stavolta. Qualunque sia il risultato, si tornerà comunque alla vita di tutti i giorni e spero che, dopo tutti i proclami dell'ultimo periodo, ogni singolo cittadino cominci a cambiare se stesso, rispettando le regole di civile convivenza e partecipando davvero alla vita civica di questa città.
In fondo la Città appartiene a tutti ed è triste vedere che la maggior parte (di entrambi gli schieramenti) si ergono a paladini giusti e ossequiosi solo perchè coinvolti in questo vortice momentaneo.

giovedì 3 maggio 2012

Considerazioni finali sulle elezioni amministrative

Alcamo - 46.000 abitanti di cui 30.000 circa i votanti.
Il 6 e 7 maggio 2012, come in molti comuni siciliani, si svolgeranno le elezioni amministrative. 315 candidati per il consiglio comunale suddivisi in 11 liste. 5 candidati alla carica di sindaco:
- Sebastiano Bonventre (sei liste); 
- Francesca De Luca (due liste);
- Francesco Orlando (una lista);
- Nicolò Solina detto Niclo (una lista);
- Girolamo Turano (una lista).
Basandoci sul dato delle ultime elezioni amministrative (anno 2007), possiamo prevedere un'affluenza alle urne pari all'80% dei votanti corrispondente a circa 24.000 elettori.
Nulla è impossibile, ma appare certo il ballottaggio anche in considerazione del fatto che nel 2007 si arrivò al ballottaggio con soli tre candidati a sindaco.
Venerdì 4 maggio alle ore 24 si chiuderà ufficialmente e tassativamente la campagna elettorale.
Su questi cinque candidati sono circolate varie notizie. Alcune vere, altre false.
Finisce, finalmente, una campagna elettorale fatta di colpi bassi e di astuzie.
Particolare rilievo, quest'anno, ha avuto il marketing che, seppur predominante in una lista in particolare, non è certamente mancato in qualche altra lista.
Le elezioni comunali coinvolgono sempre un gran numero di persone perchè la gente le sente molto vicine e anche a causa dell'elevato numero di candidati al consiglio comunale. 
Penso che, mentre la propaganda sia molto utile per i candidati sindaco, a poco o a nulla serve per i candidati al consiglio comunale che devono puntare sul rapporto personale e quindi di fiducia con gli elettori. Risulterebbe quindi inutile e perdente attuare una strategia che non sia quella della "raccolta" di voti uno ad uno.
Personalmente sono alla seconda campagna elettorale "attiva". La prima l'ho affrontata diversamente sia per l'età, sia per l'inesperienza. Questa mi sta coinvolgendo sicuramente in maniera diversa e spero di aver contribuito, anche in minima parte, al raggiungimento di un risultato degno di nota.
Ormai mancano quattro giorni al risultato elettorale e, comunque vada, tra vari alti e bassi, spero potremo raccogliere i frutti del nostro impegno. Ognuno per il proprio ruolo ed in base alle proprie competenze.

sabato 17 marzo 2012

La riforma elettorale degli enti locali siciliani

Con la Legge Regionale 11 aprile 2011 n. 6, cambiano diversi aspetti del sistema elettorale degli enti locali siciliani.
Una circolare dell'Assessorato delle autonomie locali e della funzione pubblica (la n.6 del 12 marzo 2012) ne chiarisce le novità.
Per chi vuole approcciarsi alle imminenti elezioni comunali del 6 e 7 maggio (con eventuale ballottaggio il 20 e 21 maggio), sia da candidato sia da elettore informato, ne metto una copia a disposizione a questo indirizzo:  http://tinyurl.com/6rvby6w.
Il testo contenuto nel file in formato "pdf" è tratto interamente dalla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 11 del 16 marzo 2012.
La Legge Regionale che riforma il sistema elettorale locale è in vigore dal 01/01/2012.

domenica 4 marzo 2012

I luoghi e i ricordi

I luoghi, si sa, parlano delle persone che li vivono o che li hanno vissuti.
A volte ne parlano più dei ricordi perchè vi sussistono degli elementi che sfuggono alla memoria.
Ieri sono tornata in un luogo a me caro. Ci sono tornata dopo oltre un mese, per fare una cosa che dovevo fare da tempo.
E tutto era immutato.
Inizialmente era tutto normale, ma pian piano, guardando quel luogo da diverse angolature, sono emersi ricordi sommersi. Immagini. Flash. Proiezioni.
Tutto era in ordine, come se quella persona fosse stata in quel posto fino ad un attimo prima, per fare in modo che io trovassi ciò che mi serviva, con la tipica compostezza di sempre.
Quell'ordine è stato molto utile e mi sono ritrovata, da persona disordinata quale sono, a rimettere tutto esattamente al suo posto, tutto come ho trovato. Perchè era giusto così, perchè è così che avrebbe fatto chi aveva precedentemente sistemato il tutto.
Questa persona in quel luogo ancora vive e sempre vivrà, perchè difficilmente certi ricordi andranno via.
Io non li farò andar via.

mercoledì 29 febbraio 2012

Opinion leaders italiani

La rivista GQ Italia ha stilato la classifica dei 50 "opinion leaders" più influenti d'Italia.


Ma mi chiedo: in che senso persone come Mario Draghi, Diego Della Valle, Giorgio Armani, Giovanni Bazoli, Licio Gelli, Totò Riina, Giuseppe Rotelli e compagnia bella rientrano tra i 50 maggiori "opinion leaders" italiani??
Cioè...per me un opinion leader è uno la cui opinione è seguita e tenuta in considerazione da una certa fetta di popolazione e riesce anche ad influirla. Vorrei capire in che modo i nomi di cui sopra (e molti altri della classifica) svolgono questo ruolo nella società italiana!!
Posso capire Mario Monti, Silvio Berlusconi, Giorgio Napolitano, Fiorello, Roberto Saviano, Ezio Mauro, Fabio Fazio, Emma Marcegaglia, Susanna Camusso e qualche altro....ma un Carlo Petrini....ma cu cazz è????
Alcuni invece influiscono sulla nostra vita a nostra insaputa e non conoscendoli come ad esempio Giovanni Bazoli collocato a metà classifica. Ma ugualmente non lo riterrei un opinion leader, quantomeno non per la società!!!

lunedì 20 febbraio 2012

About me


alcune info sparse sul mio conto
- non amo parlare al telefono;
- indosso per prima la scarpa destra, così come la calza;
- quando ascolto una canzone faccio molta attenzione al testo;
- amo Londra, la considero la mia città ideale, ci vivrei;
- il mio disordine mi permette di sopravvivere alla mia razionalità;
- ho la mia "coperta di Linus";
- non so suonare uno strumento, non so cantare, non so disegnare;
- mi piace guidare l'auto;
- mi perdo facilmente tra le strade che non conosco o che conosco poco;
- mi perdo facilmente tra i miei pensieri;
- mi piace giocare a Zuma anche se so che è un po' demenziale;
- vorrei vedere un concerto di Jovanotti;
- in un certo periodo ho desiderato creare un'emeroteca;
- acquisto spesso libri anche solo per il gusto di farlo;
- non ho mai preso in prestito un libro in biblioteca tranne uno attorno i dieci anni;
- tengo sempre una o più penne in ogni borsa;
- non riuscirei ad uscire da casa senza la carta d'identità;
- vorrei una casa con i quadri visibilmente storti, ma odio se un quadro è erroneamente e leggermente storto;
- a volte conservo piccoli e apparentemente insignificanti oggetti;
- odio le attese, di qualunque genere;
- adoro smontare ciò che mi capita tra le mani;
- generalmente ho bisogno di guardare l'orologio due volte per capire che ora è;
- mi piace il timbro della voce di Ligabue;
- costruisco un segnalibro per ogni libro che leggo e spesso li butto non appena finisco il libro;
- non mi piace bere acqua fredda;
- non riesco ad addormentarmi se i cassetti non sono tutti perfettamente chiusi;
- mi capita di saltare i pasti;
- preferisco scrivere su carta piuttosto che al pc;
- uso tantissimo excel e cerco di farlo apprezzare anche ai miei collaboratori, con buoni risultati;
- a nove anni seguivo i tg, soprattutto le notizie di politica e riconoscevo le cariche istituzionali;
- ho il pc da quando avevo nove anni e adoravo giocare a "Prince of Persia";
- non ricordo mai i sogni;
- a volte sembro fascista, altre volte comunista;
(...questo post sarà aggiornato di tanto in tanto....)

giovedì 2 febbraio 2012

Posto fisso...sì o no??

Non c'è cosa più semplice che seguire l'ondata di sentimentalismo e di sofferenza che inonda la nostra società in questo periodo e criticare ciò che il governante di turno dice!
Mi riferisco al discorso di Mario Monti sul fatidico "posto fisso": ”I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. E’ più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci”.
Dunque...partiamo da una premessa: in questo periodo chi non ha lavoro e ha veramente voglia di lavorare (ce ne sono tanti che prendono la scusa della crisi!!!) farebbe qualunque cosa pur di campare la famiglia. Non c'è alcun dubbio su questo. E bisogna anche dire che chi ha un lavoro precario farebbe qualunque cosa per avere la certezza che non ha. E siamo tutti d'accordo!!
Ora andiamo alla frase di Mario Monti.

"I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita": è vero, verissimo!! Le Amministrazioni, centrali e periferiche (enti collaterali inclusi) hanno elargito posti di lavoro per decenni, anche quando non ce n'era bisogno. In Italia si è preferito creare nuovi posti di lavoro pubblici per tanto tempo invece di incentivare i cittadini a crearsi una propria posizione. Questo è servito, negli anni, come bacino di voti per il politico di turno. Ovviamente non significa che chiunque abbia un posto fisso non lo abbia ottenuto con le proprie forze, ma per vie traverse...significa solo che il fenomeno non è da sottovalutare e che il clientelismo, in Italia, è ben più radicato di quanto si pensi e si mantiene nel tempo allo scopo di applicare il potere politico nei confronti dei cittadini. Inoltre bisogna considerare che è stata aumentata l'età pensionabile e gli anni di servizio utili al raggiungimento della pensione. Questo allontana sempre più la possibilità di creare nuovi posti fissi nel settore pubblico. Quindi è vero che noi giovani non avremo un posto fisso per tutta la vita.

"Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. E’ più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili": questa è la frase incriminata e la prima parte è l'unica riportata a caratteri cubitali dalle testate giornalistiche. Senz'altro, nel periodo in cui ci troviamo, il posto fisso sarebbe una salvezza. Ok, siamo d'accordo...ma io penso che potrei impazzire dopo poco tempo con certi lavori da posto fisso!!! Un esempio?! Gli impiegati addetti al protocollo in un ente pubblico...senza nulla togliere alle qualità di queste persone, io non so se riuscirei a fare un lavoro del genere tutta la vita!!! La gente arriva, porta un foglio, l'impiegato lo registra nel sistema informatico e stampa una ricevuta con il numero di protocollo assegnato. Lo consegna al cittadino e avanti un altro! Così ora dopo ora, giorno dopo giorno, mesi dopo mesi, anni dopo anni....
Al di là della convenienza pratica di questo genere di posto fisso (ovvero la non precarietà), io sarei un po' cauta nel dire che qualunque ruolo, purchè fisso, possa andare bene. La stessa cosa vale per il settore privato. Ci sono lavori che, anche se precari, prevedono una tale routine che, sebbene siano adatti a certe personalità, è pur vero che potrebbero far ammalare certe persone di depressione e patologie simili.
Non dimentichiamo la seconda parte di questa frase di Monti...le "condizioni accettabili" affinchè prevalga la dignità della persona e il soddisfacimento dei bisogni della persona!

"E questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarcifermo restando che ci sono lavoratori "fissi" che fanno bene (anzi benissimo!) il loro lavoro e che, senza di loro, le Amministrazioni crollerebbero, bisogna dire che ce ne sono molti (la maggior parte in base alla mia esperienza!!) che svolgono a stento i loro compiti e che considerano il cittadino come un disturbatore. Raramente si viene cacciati dai posti fissi e non importa se si fa bene il proprio lavoro o meno! Una volta avuto il posto fisso, è per tutta la vita!! E anche se negli ultimi anni l'orientamento è stato quello di equiparare il rapporto di lavoro tra ente pubblico e lavoratore a quello tra ente privato e lavoratore, siamo ancora ben lontani dall'avere una parità di trattamento tra posto privato e pubblico. Sarebbe interessante adeguare anche gli standard di licenziamento tra pubblico e privato affinchè il lavoratore col posto fisso possa sentirlo meno fisso rispetto al passato e possa impegnarsi per mantenerlo...come si fa nel settore privato insomma!!
Chi sono i nuovi schiavi del mercato del lavoro? E chi non riesce ad entrarci? Secondo me sono i giovani laureati....quelli troppo giovani per avere esperienza e troppo bistrattati per fare l'esperienza! Insomma, classica situazione in cui, nel settore privato, si cercano dipendenti con precedente esperienza nel settore!

Conclusione: forse la frase di Monti è un po' azzardata per il periodo, ma analizzata nel suo complesso ha un suo senso logico che non mi trova affatto in disaccordo!

sabato 21 gennaio 2012

Gli studenti di Palermo bruciano il tricolore


Art. 292.
Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato.
Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.
Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.
Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali.


Credo che questo demente sia perfettamente identificabile per procedere all'applicazione della pena di cui sopra!!
Ma cosa vogliono dimostrare? Odiano chi? Cosa? E perchè?
Bruciare la bandiera non significa affatto protestare contro le Istituzioni. Significa dare alle fiamme la Storia del nostro Paese, significa calpestare l'onore di tutte quelle persone che per quella bandiera hanno vissuto e che per quella bandiera sono morte.
Significa denigrare ogni singolo cittadino come me, come voi.

mercoledì 4 gennaio 2012

Una foto al giorno....

Parte oggi la rubrica "feisbucchiana" denominata "Una foto al giorno...".
Consisterà nella pubblicazione, ogni giorno, di una foto simbolo di ciò che voglio raccontare della mia quotidianità. Lo farò quasi sempre senza parole, indicando soltanto la data di pubblicazione.
L'immagine pubblicata non sarà necessariamente una foto scattata da me, ma potrà anche essere scansionata o tratta dal vasto mondo di Internet.
Quella che vedete riportata sopra, è la prima immagine inserita oggi e, spero, la prima di una lunga serie!

Trovate l'album qui.

PS: l'album, per motivi di privacy, non sarà visibile a qualunque account di Facebook, ma solo ai miei contatti.

martedì 3 gennaio 2012

Totò vasa vasa

Salvatore Cuffaro, conosciuto come Totò Cuffaro, è in carcere dal 22 gennaio 2011.
Presidente della Regione siciliana per sei anni e mezzo, è stato condannato a sette anni di reclusione con l'accusa di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio ed è attualmente rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.
Noi siciliani di lui ricordiamo tante cose.
Lo vedemmo litigare in tv contro Maurizio Costanzo, Michele Santoro e Giovanni Falcone. Lo vedemmo baciare tutti guadagnandosi il soprannome di "Totò vasa vasa". Lo osservammo mentre offriva e mangiava cannoli. Ne tenemmo in considerazione l'appoggio a Raffaele Lombardo e votammo (la maggioranza lo votò!) quest'ultimo per succedergli dopo le dimissioni.
Credo sia stato l'unico politico italiano realmente rinchiuso in un carcere per scontare la sua pena.
Ha sbagliato e sta pagando. Lo sta facendo con dignità, accettando la decisione della magistratura senza grandi proclami contro di essa.
Non sia da esempio il suo comportamento da Presidente della Regione, ma lo sia la sua accettazione della condanna.

lunedì 2 gennaio 2012

Obiettivo 2012: approfondire la conoscenza di Fabrizio De Andrè

Mi piace Fabrizio De Andrè.
Mi piace perchè ha uno stile tutto suo, per nulla banale.
Mi piace perchè non ha temuto di mancare di rispetto nei suoi testi.
Lo considero innanzitutto uno scrittore e poi uno che si è preso la briga di cantare ciò che aveva scritto.
La prima canzone con cui entrai in contatto fu "La guerra di Piero". Avevo otto anni.
"...e se gli sparo in fronte o nel cuore - soltanto il tempo avrà per morire - ma il tempo a me resterà per vedere - vedere gli occhi di un uomo che muore - e mentre gli usi questa premura - quello si volta , ti vede e ha paura - ed imbraccia l'artiglieria - non ti ricambia la cortesia - cadesti in terra senza un lamento - e ti accorgesti in un solo momento - che il tempo non ti sarebbe bastato - a chieder perdono per ogni peccato..."

Qualche anno dopo ebbi tra le mani il disco "Volume III" e con canzoni come "Il gorilla" (in realtà l'adattamento italiano di una canzone francese) e "Il testamento" fu amore a primo ascolto!

Adesso ne conosco diverse, ma l'obiettivo del 2012 è quello di approfondire questo grande personaggio del '900.

venerdì 30 dicembre 2011

Le "morti" del 2011


  • 14 gennaio: in Tunisia termina la dittatura di Ben Ali dopo circa 24 anni di potere.
  • 11 febbraio: in Egitto, dopo circa 30 anni, termina il potere di Hosni Mubarak.
  • 2 maggio: ucciso Osama Bin Laden, capo di Al Qaeda.
  • 5 ottobre: muore Steve Jobs, fondatore della Apple.
  • 20 ottobre: ucciso Mu'ammar Gheddafi, dittatore in Libia per 42 anni e amico fraterno di S.B.
  • 12 novembre: si dimette Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dell'Italia.
  • 17 dicembre: muore Kim Jong-il, dittatore della Corea del Nord per 18 anni.

giovedì 29 dicembre 2011

Chocabeck

"...far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo..."
Chi non ricorda questa famosa frase della canzone "Per tutte le volte che..." scritta da un certo Pierdavide Carone e cantata da tal Valerio Scanu??
Oltre il fatto di aver vinto Sanremo 2010, questo brano è divenuto famoso per la frase sopra riportata. Su Facebook non si faceva altro che pubblicare link ironici sul fare l'amore in tutti i laghi.
Giusto, giustissimo.


"Noi faremo l'amore, tre nel cielo e due nel sole. Noi faremo l'amore dentro il mare e dentro il pane. Nella bocca e negli occhi, far l'amore nelle mani. E nei baci e nei cuori fiori a far così..."
Ecco...che frase è?? Chi l'ha scritta??? Altro che Pierdavide Carone e Valerio Scanu!!!!
Qua siamo di fronte a Zucchero Fornaciari.
Ah ok, allora va bene. Allora è poesia.




Premetto che questa canzone mi piace molto e per me, che non amo Zucchero, è una delle sue canzoni più belle. Ultimamente l'ascolto parecchio e continua a piacermi.
Ma perchè una frase del genere scritta da lui va bene e scritta da altri no??

In ogni caso, deliziatevi ascoltandola...qui.

venerdì 2 dicembre 2011

Occupy Massimo

(fonte foto: gruppo Facebook "Occupy Massimo")

Frequentando Palermo, capita di imbattersi in manifestazioni che bloccano la città. Chi ci abita magari si è già abituato o forse non si abituerà mai.
Da due settimane si svolge Occupy Massimo: un gruppo di ragazzi hanno montato le tende davanti il Teatro Massimo e abitano lì. Il loro slogan è "uccidiamo il capitalismo prima che il capitalismo uccida noi".
A parte il fatto che deturpano la vista del meraviglioso teatro, mi chiedo cosa sperano di ottenere.
"Uccidiamo il capitalismo..."...già, in effetti questa manifestazione (ma la mia obiezione sarebbe uguale per una manifestazione più vasta!) sarà utile ad uccidere il capitalismo e saremo tutti salvi.
In fondo credo che potrebbero evitare di starsene lì giorno e notte perchè, con due lavori e l'università, non riesco a pensare che esiste la possibilità di combattere per degli ideali del tutto astratti. Forse è perchè, ogni giorno, sto almeno tre ore sull'autobus per frequentare due o quattro ore di lezioni e tornare in tempo per lavorare. Forse è perchè occupo il poco tempo libero dandomi da fare per studiare. E cerco di studiare in autobus quando non mi addormento per la troppa stanchezza; forse è perchè magari alcune mattine la mia sveglia squilla alle 5.15 e alle 14 devo già essere di ritorno per proseguire ciò che ho lasciato in sospeso il giorno precedente. Forse è perchè da tempo ho smesso di essere un'idealista o magari non lo sono mai stata realmente.
Tra tutti questi "forse", mi chiedo se davvero questi ragazzi non abbiano nulla di meglio da fare...lavorare, studiare, frequentare le lezioni...tornano mai a casa? Fanno i turni per stare lì? Dove fanno la doccia?
Mi sa che il problema sono io...ma comunque il Massimo lo preferisco libero, nel pieno del suo splendore. Occupato sì, ma dai turisti.

martedì 15 novembre 2011

Guida pratica alla mare-terapia


GUIDA PRATICA ALLA MARE-TERAPIA

OBIETTIVO: inquadrare un problema e le possibili soluzioni.

CHI: tutti coloro che amano il mare.

QUANDO: in un momento in cui la confusione mentale regna sovrana e crea un blocco nel pensare e nel fare. Sarebbe importante non programmare la mare-terapia, ma decidere di farla e attuarla, ovviamente nei limiti di disponibilità di tempo di ognuno.

CON CHI: possibilmente da soli. Se in compagnia, solo con una persona con la quale si ha una forte sinergia e comunque non implicata nel momento di vita che si sta vivendo. In ogni caso, non bisognerebbe avere nessun colloquio durante l'esercizio della mare-terapia. Quindi, se si è in due, ognuno dovrebbe farla in piena autonomia.

DOVE: in un posto che sia sempre uguale, familiare e, soprattutto, non frequentato.

PERIODO IDEALE: tutti i periodi in cui le spiagge siano deserte quindi, sostanzialmente, durante tutte le stagioni tranne l'estate.

DURATA: se non vi sono vincoli di tempo, togliere l'orologio dal polso. Non prefissarsi nè un tempo minimo nè un tempo massimo. Evitare, quindi, di svolgere mare-terapia se si hanno impegni impellenti. La durata può variare di volta in volta e da persona in persona. Essa cambia anche in base al problema e alla frequenza con cui si pratica.

MODALITÀ: spegnere il cellulare e, possibilmente, non portarlo con sè in modo da evitare tentazioni nell'accenderlo o nel fare foto al bel paesaggio che si ha dinanzi. Incamminarsi sulla spiaggia fino ad avvicinarsi al mare. Si può decidere se passeggiare o se fermarsi in un punto. Ascoltare il rumore delle onde e perdersi in quel rumore liberando la mente dai pensieri. Nella fase iniziale, quindi, l'unico pensiero deve essere il ripetersi del rumore del mare. In seconda istanza, concentrarsi sull'obiettivo personale. Preme precisare che la mare-terapia non risolve i problemi, ma aiuta a configurarli entro una certa ottica e a metabolizzarli ponendone le basi per la risoluzione. Una volta individuato l'obiettivo, focalizzare le possibili azioni che potrebbero aiutare l'individuo a superare la fase di stasi. Quindi lasciarsi andare ai propri pensieri anche divagando. Non sempre concentrarsi sempre e solo sul problema aiuta a risolverlo. Spesso è utile anche far riaffiorare ricordi e sensazioni apparentemente distaccate, ma certamente collegate (anche inconsciamente) all'argomento principale. Tornare sempre sull'obiettivo. Prima della fine della mare-terapia bisogna comunque chiudere il ciclo dei pensieri e trarre una conclusione. Lasciare il problema in sospeso significa star peggio quando si torna alla routine. Significa appiccare il fuoco e andar via. Il pensiero va avviato, analizzato, collegato con qualunque altro pensiero e comunque chiuso. Risulta utile, di tanto in tanto, fermare i propri pensieri ed ascoltare il rumore del mare rendendosi conto, magari, di quanto sia simile a ciò che si ha dentro.

QUANDO TERMINARE: nel momento in cui ci si accorge di essere realmente più sereni e ci si rende conto di aver preso consapevolezza di sè e della questione oggetto della mare-terapia. Se è possibile, risulta utile lasciare il cellulare spento ancora per qualche minuto dopo la fine della mare-terapia.


Questa breve guida pratica sulla mare-terapia non vuol essere un diktat su come eseguire questa pratica, ma è certamente frutto dell'esperienza personale e può aiutare chi vuole avviarsi ad essa. Sono ben accetti consigli e varianti frutto delle esperienze personali altrui.

lunedì 7 novembre 2011

Cade, non cade!

Cade, non cade! Cade, non cade!!!
Cosa succederà al nostro beneamato Governo??
Dimissioni? Sfiducia?
Sembra sia giunta la sua ora, ma è difficile saperlo con certezza: in diverse occasioni Berlusconi, sul baratro, si è risollevato.
Certo, questa volta è più difficile delle altre. Questa volta ha tutti contro. Ormai anche parecchi adepti sono passati dall'altro lato e ne chiedono le dimissioni. Sembra un uomo solo...ma lo è davvero? Forse sì, forse ci siamo!!
Intanto lui continua a dire che "le voci di sue dimissioni sono destituite di fondamento".
Più seguo questa vicenda e più provo tristezza per quest'uomo. Non riesco a provare rabbia, non ci riesco proprio. Indignazione forse sì. Sicuramente mi fa pena. Per me è un anziano che sta pian piano perdendo la ragione. Ha compiuto da poco settantacinque anni. Può anche darsi che abbia i primi sintomi di demenza senile, la stessa demenza senile che colpisce molte persone che raggiungono una certa età. Ha un delirio di onnipotenza tale da portarmi a non colpevolizzarlo e a ritenerlo semplicemente malato. Mi fanno rabbia invece i suoi più stretti collaboratori. Quel giovane Angelino Alfano, quel Ghedini. Loro sì, mi fanno incazzare. Non sanno far altro che compiacere il loro capo. Sperano che scompaia prima possibile dalla scena politica, ma continuano ad adularlo come un dio. Sanno che senza Berlusconi non valgono nulla e allora ci tengono a mantenerlo lì al suo posto.
Ecco, l'Italia politica è in mano ad una combriccola di gente con delirio di onnipotenza, con dei vecchi che detengono il potere, dei semi-giovani che gli leccano il culo e dei giovani che non esistono.
Cosa succederà domani? Fiducia o sfiducia? Elezioni o Governo di larghe intese?
Azzardo una previsione: sfiducia e Governo di larghe intese...e saremo sempre punto e a capo!!
E se si andasse alle elezioni? Chi è pronto a governare? Bersani? Matteo Renzi? Angelino Alfano?
Bè teniamo presente che per un Matteo Renzi che avanza, un Bersani cerca di fermarlo intimando ai giovani di non scalpitare...siamo messi proprio bene!!!
Di certo, qualunque cosa accada, la risoluzione della crisi non è certamente alle porte. Sbaglia chi s'illude che, cambiando Governo, si risolleverà l'Italia.
Il nostro Paese sarà fuori dalla crisi quando sarà il suo tempo. Quando i maggiori poteri del mondo, assieme, si terranno per mano e decideranno di fare qualcosa di concreto per non far crepare i popoli che poco possono fare per risollevare le proprie sorti.
Buona Fortuna Italia, qualunque cosa accada!!

giovedì 13 ottobre 2011

Stay hungry, stay foolish....è davvero possibile?

Stay hungry, stay foolish! Siate affamati, siate folli.
L'abbiamo letta e sentita chissà quante volte nell'ultima settimana...ma che significa?
Ci penso già da qualche giorno e sono alla ricerca di un senso a queste parole.
Siate affamati, siate folli. Ma affamati di cosa? Di successo? Di denaro?
Chi è affamato ricerca. Ricerca cibo in base al proprio desiderio, ai propri bisogni.
E si può avere desiderio di raggiungere una vetta, voglia di realizzarsi, voglia di normalità, o di felicità.
E cosa serve per saziarsi? La follia? L'incoscienza? Il coraggio?
Ma Steve Jobs è vissuto in America e gli anni in cui ripeteva a se stesso questa frase erano i '70-'80, luogo e periodo in cui non serviva troppo coraggio per essere folli.
Ma è ancora attuale questa incitazione?
Noi viviamo in Italia e siamo in un periodo davvero difficile.
Di certo siamo affamati. Siamo in un momento storico di transizione, siamo una società smarrita e certamente poco folle. Forse non possiamo proprio esserlo.
Troppo poveri per osare e troppo ricchi per sfidare del tutto la sorte.
Non siamo pronti alla rivoluzione. Nè culturale, nè economica.
Italiani, coscienti della nostra condizione, immobili e immobilizzati.
Forse ha poco senso continuare a ripeterci che dobbiamo essere affamati e folli.
Avrebbe più senso augurarci di essere sazi e di diventarlo ognuno con le proprie forze.
E di esserlo sempre e comunque con umanità.
Questa è la mia incitazione, il mio augurio: siate sazi e siatelo con umanità.

martedì 4 ottobre 2011

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata


TESTO DIFFUSO A CURA DI VALIGIA BLU



Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 


Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

venerdì 30 settembre 2011

Brunetta e il certificato antimafia


Si continua a polemizzare sulla frase del Ministro Brunetta "basta certificati antimafia", ma io vi invito ad ascoltare le sue parole a questo link
Or bene....Brunetta dice "perchè mai le imprese e le famiglie devono continuare a formire certificati alla Pubblica Amministrazione che li ha già in casa??".
Questa frase è la chiave di tutta la sua dichiarazione.
Ciò che ha detto, a mio avviso, non significa che non debba più esistere il certificato antimafia, ma che in sede di presentazione di documenti presso la P.A., alcuni certificati possono essere richiesti da un ufficio all'altro con maggiore velocità senza necessariamente attendere che sia il cittadino o l'azienda a produrlo.
Questa semplificazione potrebbe essere applicata per diversi certificati e permetterebbe alle aziende e alle persone fisiche anche di risparmiare poichè, per molti documenti, bisogna pagare l'imposta di bollo e comunque, spesso, ci si affida a delle agenzie di disbrigo pratiche che, giustamente, presentano il conto a fine operazione.
Inutile attaccare sempre e comunque un personaggio politico solo perchè di schieramento diverso...